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Le ruote in stereolitografia
Avendo la necessità di un set di ruote
(cerchione e pneumatico) non disponibili in commercio, ho pensato
di realizzarle mediante prototipazione
rapida ed in particolare per mezzo della stereolitografia. Lo
scopo non era solo quello di avere un set di cerchi altrimenti introvabile,
ma anche quello di verificare, su un particolare piccolo e quindi
teoricamente poco costoso, le potenzialità ed i limiti della
stereolitografia.
Sebbene il costo vivo di un pezzo così piccolo sia teoricamente
basso, in pratica non può esserlo a causa del lavoro di preparazione
dell'impianto e del costo "burocratico" della gestione
di un cliente. Per una Ditta, un cliente che necessita di un solo
pezzo di queste dimensioni è più una scocciatura che
un guadagno.
È solo grazie alla disponibilità del titolare della
Ditta che ha realizzato il prototipo che è stato possibile
concretizzare questo esperimento.
La preparazione del modello 3D
Il modello tridimensionale delle ruotine è stato fatto mediante
CAD 3D. Le dimensioni sono state stimate in base a fotografie dell'originale.
Il modello 3D non è stato disegnato fedelmente, ma tenendo
conto degli spessori che avrebbe avuto il pezzo finito. In particolare
aumentando la sezione nei punti in cui gli spessori sarebbero diventati
troppo sottili. 
Allo scopo di testare i limiti della stereolitografia, sono stati
aggiunti alcuni dettagli un po' "senza speranza" come
la forma esagonale data ai dadi ed una scritta in rilevo di 4 centesimi
di millimetro sulla spalla dei pneumatici.
Il battistrada è stato invece disegnato pensando che sarebbe
stato riprodotto senza problemi. Si vedrà in seguito che
gran parte di queste considerazioni, fatte in fase di modellazione
CAD, si sono rivelate sbagliate.
Il passaggio dei dati alla Ditta che si è occupata della
prototipazione rapida è stato fatto mediante file STL.
Il pezzo dopo la prototipazione rapida
Dopo soli tre giorni dalla consegna dei file STL il pezzo in stereolitografia
è pronto. Bisogna dire che non è rapida solo la fase
di prototipazione, ma anche tutta la gestione della "commessa"
anche se, in questo caso, parlare di commessa fa un po' ridere.  Com'è
venuto? In assoluto bene, ma molte delle considerazioni fatte nella
fase di preparazione del modello 3D si sono rivelate sbagliate.
Lo spessore del raggio laser ed il fatto che questo segua con precisione
i contorni del modello senza tenere conto della propria dimensione,
ha portato ad un aumento dello spessore dei "pieni" e
ad una conseguente tendenza a chiudersi i "vuoti". Analizzando
la ruota si osserva che i dadi e le nervature delle razze del cerchio
risultano molto più spessi rispetto al modello 3D, mentre
gli intagli del battistrada si sono quasi completamente chiusi.
La scritta sulla spalla, invece, pur essendo più piccola
dei limiti della macchina (che esegue passate a distanza di 0.05mm)
si vede piuttosto distintamente.
È possibile che esistano macchine gestite da software in
grado di tenere conto dello spessore del raggio laser e adeguare
i percorsi del raggio per ottenere prototipi più fedeli al
modello matematico. In ogni caso, in base a questa esperienza, il
prossimo modello 3D potrà essere disegnato in modo da ottenere
un prototipo più fedele all'originale.
L'unico vero difetto del pezzo è che sono piuttosto visibili
le tracce delle varie stratificazioni. Purtroppo il materiale impiegato
si presta poco ad essere lisciato in quando tende a produrre "pelosità"
e a sfilacciarsi. Per questo motivo, invece di lavorarli direttamente
ho pensato di clonarli per ottenere un pezzo in resina, più
facile da lisciare e riclonare per poter essere stampato in serie.
La clonazione dei particolari
 I
pezzi ottenuti dalla stereolitografia sono stati clonati con stampo
in silicone e stampaggio in resina poliuretanica.
Da questa prima clonazione si vedono meglio i dettagli rispetto
ai pezzi in plastica bianca traslucida.
Si ha la sensazione che i dadi siano leggermente esagonali, così
come erano stati disegnati ed il battistrada ha un minimo di rilevo,
sebbene gli intagli siano completamente scomparsi.
La resina poliuretanica è un materiale facilmente lavorabile
sia per abrasione che per intaglio. Sarà quindi possibile
carteggiare le superfici rugose per renderle più lisce e
asportare con un cutter la parte interna delle nervature delle razze
per renderle più sottili e fedeli all'originale. La qualità
è, in ogni caso, decisamente soddisfacente anche così.
Risultato finale stereolitografia
 Il
risultato finale è piuttosto soddisfacente anche se ampiamente
migliorabile. Una volta che si conoscano le caratteristiche della
macchina per la stereolitografia, sarà possibile disegnare
un modello 3D che porti alla produzione di un pezzo dimensionalmente
perfetto, o quasi.
L'unico vero difetto è la rugosità superficiale. Anche
in questo caso potrebbe essere possibile limitarla disponendo il
pezzo nella macchina in modo tale da ridurre la visibilità
dei vari strati. Anche la scelta del materiale da impiegare può
essere migliorata per rendere più agevoli le successive lavorazioni
di finitura. È anche possibile eliminare le rugosità
mediante verniciatura. In questo caso si potrà prevedere
in fase di modellazione la riduzione di alcuni spessori.
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